Report "PIÙ FUORI CHE DENTRO - Il nuovo sistema di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati e la condizione di chi ne rimane fuori", dell'Osservatorio NAGA.

17 dicembre 2021

Il Report di dicembre 2021 "Più fuori che dentro - Il nuovo sistema di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati e la condizione di chi ne rimane fuori. Un'indagine qualitativa" rappresenta il quarto lavoro di monitoraggio e analisi compiuto dall’Osservatorio del Naga.

L’obiettivo è proseguire l’indagine del sistema di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati e di chi ne rimane escluso, con particolare attenzione all’area di Milano in cui il Naga opera dal 1987. Da un lato descrive i cambiamenti normativi introdotti dal cosiddetto “Decreto Lamorgese” del dicembre 2020 e mette a fuoco il funzionamento del Sistema di Accoglienza e Integrazione (SAI), dall’altro denuncia le gravi difficoltà che vivono le persone che si ritrovano sul territorio metropolitano senza accoglienza. Conclude il lavoro una serie di testimonianze raccolte in collaborazione con il progetto Drago Verde durante il 2021, per mettere insieme lo sguardo del Naga, degli operatori, dei media e quello delle persone direttamente protagoniste.
Il Report è il risultato dell'attività degli ultimi due anni, 2020 e 2021, segnati in modo drammatico dalla pandemia di Covid-19; Milano è stata una delle città e province italiane con più contagi. La metodologia di indagine, adottata nei lavori pre cedenti, si è dovuta necessariamente rimodulare: l’Osservatorio ha effettuato incontri online e visite da remoto dei centri di accoglienza, rafforzato la collaborazione con le altre realtà sul territorio e proseguito le interviste a richiedenti asilo e rifugiati incontrati nello svolgimento delle proprie attività.

Il primo capitolo, Aggiornamento sul sistema di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati in Italia, offre un inquadramento dei cambiamenti normativi e delle modifiche inerenti il sistema di accoglienza. Approfondisce in particolare alcune novità: l’introduzione dello status di Protezione Speciale e del relativo permesso di soggiorno, quale forma ulteriore di protezione rispetto alla Protezione Internazionale; la riforma delle procedure per il riconoscimento della Protezione Internazionale (sebbene inefficace a sanare l’erosione del diritto d’asilo avvenuta in seguito al “Decreto Salvini”); la riforma del sistema di accoglienza. Quest’ultimo amplia la fornitura di alcuni beni e servizi (come ad esempio l’insegnamento della lingua italiana) e torna a prevedere la possibilità per i richiedenti asilo oltre che per i rifugiati di poter accedere alla fase di accoglienza e integrazione nell’ambito della rete del SAI (ex SIP ROIMI, ex SPRAR), promossa dagli Enti locali. Permane il limite del numero di posti disponibili, insufficiente a rispondere alla domanda di accoglienza.

​Il secondo capitolo, SIPROIMI/SAI, un passaggio delicato e difficile, offre un'ampia analisi dell’accoglienza nel SAI. Affianca i dati ufficiali alle interviste con gli operatori e con gli ospiti evidenziando progressi e criticità, come per esempi o le conseguenze dei due livelli differenziati di erogazione dei servizi tra richiedenti asilo e beneficiari di protezione, e la difficile gestione in tempo di pandemia. Il crescente numero di persone che dopo o durante l'iter di richiesta di Protezione Internazionale si ritrova a vivere per strada pone la questione abitativa tra i maggiori problemi anche a conclusione del percorso di accoglienza.

Il terzo capitolo, L’accoglienza secondo Milano – le nostre osservazioni sul campo, scatta una fotografia dell’accoglienza a Milano a partire dal progetto del Piano Freddo per le persone senza fissa dimora, l’istituto della “residenza fittizia” per i cittadini stranieri, e la prima accoglienza per richiedenti asilo e minori non accompagnati. Lo scenario che emerge è molto distante dall’immagine solidale e accogliente dei media: la pandemia ha aggravato un sistema gestito spesso in modo emergenziale e non rispondente alle esigenze reali delle persone cui i servizi sul territorio dovrebbero rivolgersi. La conseguenza è l’esclusione di una parte della popolazione dall'accesso di diritti che dovrebbero essere garantiti, come il diritto alla salute.

Il quarto capitolo, Dar voce a chi si vuol far tacere, restituisce preziose testimonianze di persone che vivono e hanno vissuto per strada durante la pandemia. Il Naga ha accompagnato di sera il progetto Drago Verde, che le ha raccolte, con l’obiettivo duplice di offrire un supporto concreto e proseguire l'impegno di dare voce a chi si vuol far tacere. Le preoccupazioni per la salute, la ricerca del lavoro, i problemi famigliari e la ricerca di una nuova dignità si sommano a sentimenti di disillusione, fatica, solitudine, in uno stato di perenne attesa e invisibilità.
Nelle conclusioni emerge infine il quadro delle novità più significative del “Decreto Lamorgese” e di alcune sue criticità, in particolare inerenti il nuovo sistema di accoglienza (come per esempio il generale sottodimensionamento delle équipe di lavoro rispetto al numero di ospiti). Inoltre i tanti ostacoli che le persone senza accoglienza devono affrontare a Milano raccontano un sistema poco orientato alla ricerca di soluzioni strutturali, mancante di un investimento pubblico adeguato e ben indirizzato, e di flessibilità e creatività nel trovare risposte concrete e rispondenti ai bisogni di chi è senza casa.

Accompagnano il Report alcune proposte che il Naga rivolge alle Istituzioni, relative all’accoglienza di persone richiedenti asilo, di persone senza fissa dimora, al superamento del Piano Freddo, alla “residenza fittizia”, al pronto intervento per nuclei familiari e minori.

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