Intervista ad Anna Giannetti del circolo Legambiente "Pisco Montano" di Terracina su minacce, legalità e giustizia nel Sud Pontino

PhD in sociologia, presidente della coop. In Migrazione e di Tempi Moderni a.p.s.. Si occupa di studi e ricerche sui servizi sociali, sulle migrazioni e sulla criminalità organizzata.
23 novembre 2021

Terracina è una città del Sud pontino dalle straordinarie risorse e potenzialità che sembra però, stando alle cronache politiche e giudiziarie, imprigionata dentro numerose contraddizioni aventi rilevanza penale. Si ripetono infatti inchieste su urbanistica, ambiente, "caporalato" e una serie di preoccupanti illegalità diffuse sulle quali Forze dell'ordine e Procura stanno indagando. Una situazione preoccupante che richiede analisi coraggiose che permettano di informare e disvelare lo stato delle cose.

Ne parliamo con Anna Giannetti del circolo Legambiente "Pisco Montano" di Terracina, impegnata in battaglie in favore della legalità al fine di tutelare il paesaggio e la città ed impedire il predominio di logiche speculative e illegali. Giannetti è da tempo oggetto di intimidazioni e di una vergognosa macchina del fango che mira a metterla sotto pressione e ad isolarla. Per questa ragione a lei a alla sua famiglia presentiamo la nostra solidarietà e rinnoviamo l'impegno a condurre ancora una battaglia comune.

Dunque, Anna Giannetti, cosa sta accadendo a Terracina?


"Vorrei partire dalla dichiarazione del Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Roma all’inaugurazione dell’anno giudiziario 2019, nella cui relazione viene riportato che “il territorio del basso Lazio è stato oggetto di una espansione via via sempre più profonda e ramificata non soltanto ad opera di clan camorristici e del corrispondente insediamento dei relativi esponenti, ma anche di cosche di ‘ndrangheta, la cui presenza si è con il tempo estesa e strutturata, fino a determinare la compresenza su quel territorio di un coacervo di gruppi, la cui attività, fortemente caratterizzata dal metodo mafioso, ne ha segnato profondamente il tessuto economico-sociale ed anche politico. Si tratta, in altri termini, di nuclei criminali che, rafforzatisi e strutturatisi nel tempo, hanno finito per dare luogo a vere e proprie associazioni mafiose autoctone”. Proprio alla luce di questa importante dichiarazione, il nostro Circolo Legambiente di Terracina “Pisco Montano” ha cominciato ad occuparsi di legalità e contrasto al malaffare e alle ecomafie fin dalla sua nascita, ormai nel febbraio 2016. La nostra sensibilità era stata acuita dalla lettura di molti articoli di Marco Omizzolo e soprattutto dalla lettura del suo imprescindibile libro “la Quinta Mafia”.

Per quanto riguarda gli attacchi alla mia persona e al Circolo non posso che essere molto rattristata anche per quanto avviene ogni giorno sui social, con attacchi e allusioni alla mia persona, con la proliferazione di fake news e revisione della storia cittadina, con messaggi anonimi che mi preoccupano e tutto questo dopo aver subito un attacco sferrato circa un anno fa in pieno Consiglio Comunale con successiva querela nei miei confronti. A questo va aggiunto un difficile rapporto che viviamo con l’Amministrazione comunale la quale da mesi non risponde alle nostre richieste alle PEC che formalmente le inviamo, pur avendo uno schema convenzionale approvato per la valorizzazione di un parco cittadino. Addirittura ci viene negato il supporto della ditta del verde durante l’annuale festa dell’albero. Persiste poi un anomalo rallentamento dei progetti che ci vedono protagonisti e già avviati ritardando la sottoscrizione di protocolli di intesa. Insomma una situazione davvero difficile che non pensavo di dover sperimentare in un Comune del Lazio nel 2021”.

Da dove possiamo partire per iniziare questo viaggio per la città di Terracina e nel Sud Pontino?


“Prima di tutto non dobbiamo mai dimenticare che Terracina è stata teatro di uno dei più importanti ed efferati omicidi di camorra, come quello di Gaetano Marino, importante boss della camorra coinvolto nella faida tra gli Scissionisti di Secondigliano per il controllo della piazza di spaccio delle "Case Celesti", menzionato perfino nel famoso best seller di Roberto Saviano “Gomorra”. Marino viene assassinato il 23 agosto del 2012 tra i bagnanti sulla centralissima spiaggia di Ponente di Terracina, mentre lo scorso 19 febbraio 2021, i due suoi killer, Arcangelo Abbinante e Giuseppe Montanera, e ancora più significativamente i basisti a Terracina, sono stati condannati all'ergastolo o a decine di anni di carcere, riconoscendo che Terracina era un luogo ideale per organizzare l’omicidio.

Il nostro Circolo ha iniziato la sua attività e le sue battaglie trovandosi da subito a fronteggiare una lunga vertenza legale iniziata nel 2016 e durata due anni per la riapertura di un parco pubblico al centro della città, abbandonato nel degrado per dieci lunghi anni e a rischio di abusi e privatizzazioni, il Parco del Montuno, rendendoci immediatamente conto del clima pesante che si respirava in città. Ci siamo infatti scontrati da subito con diverse problematiche tutte riconducibili a rapporti opachi tra chi gestisce la cosa pubblica e chi vuole fare affari privati utilizzando le bellezze uniche della nostra città”.

Dunque Terracina ha visto la presenza di boss mafiosi e prestanome vari per la conduzione di affari illeciti di varia natura?

“Terracina è purtroppo uno snodo tra il Nord e Sud della Provincia pontina con diverse caratteristiche territoriali che la rendono molto appetibile alla criminalità organizzata. Come città turistica di mare e porto di pesca ospita diversi stabilimenti balneari e grandi pescherie. Come città agricola radicata nelle campagne dell’Agro Pontino, con numerose aziende di piccole e medie dimensioni, assistiamo invece a fenomeni molto intensi di sfruttamento della manodopera, caporalato e traffico di pesticidi illegali, per fortuna riconosciuti da importanti indagini e arresti condotte dalle Forze dell'ordine e dalla Procura della Repubblica. Inoltre negli ultimi anni abbiamo assistito ad una forte espansione del business della ristorazione, che ha di fatto accresciuto anche la fama di Terracina come meta gastronomica e come luogo di movida e divertimento, e anche in questo caso sono molte le relazioni della DIA e della DDA che segnalano preoccupanti infiltrazioni in questo settore con particolare riferimento al riciclaggio, con investimenti soprattutto nel circuito agroalimentare e della ristorazione, alla quale si accompagna anche al traffico di droga e stupefacenti per una clientela soprattutto giovanile. Terracina si conferma ormai crocevia importante del traffico anche internazionale di droga, come dimostrato dalle varie operazioni, a partire da quella del 2016 della Guardia di Finanza, o l’Operazione “Terminal” del 2016 coordinata dalla Polizia di Stato che aveva portato alla luce numerosi episodi di violenza, incendio di auto e utilizzo di armi da fuoco a scopo intimidatorio, oltre che di spaccio di sostanze stupefacenti sull’asse geografico Roma-Napoli e dalla recente operazione Breakdown del 2021 portata a termine dagli agenti del Commissariato di Terracina, coordinati dal sostituto procuratore Giuseppe Miliano, che ha permesso di sgominare una importante rete di spaccio per Terracina e paesi limitrofi e usura, mentre continuano i controlli e gli arresti per detenzione di stupefacenti e di armi. Voglio precisare che parlare e interessarsi di questi fenomeni non significa denigrare il territorio e la città ma al contrario testimoniare un impegno in favore di Terracina e dei suoi cittadini per liberare tutti, politica e imprenditoria comprese, dalla morsa mortale, questa certamente criminale, delle mafie e della varie forme di criminalità”.

Lei è una ambientalista molto attenta al rapporto, sempre assai difficile, tra ambiente e cemento. Come stanno, in sintesi, secondo lei le cose?


“Negli ultimi tempi assistiamo, grazie ad un'interpretazione locale molto favorevole al privato investitore della Legge regionale sulla Rigenerazione Urbana e con un regolamento locale molto favorevole per la cessione degli standard urbanistici (verde pubblico e parcheggi), ad una serie di attività speculative immobiliari sul territorio, con pregiati lotti costieri che vengono acquistati dal privato per costruire nuove lottizzazioni edilizie. Il nostro Circolo è tuttora impegnato in una revisione di tale impianto normativo, che secondo noi presenta notevoli rischi sia dal punto di vista ambientale e paesaggistico che dal punto di vista delle eventuali infiltrazioni, e si sta adoperando a tale fine presso la Regione Lazio, con audizioni in Commissione Urbanistica. Si veda a tale proposito la vicenda emblematica della Ex Pro Infantia, confermata dalle indagini condotte dal sostituto procuratore Giuseppe Miliano, scaturita in un processo penale per abusiva lottizzazione dell’area che, a seguito della dichiarata incostituzionalità del Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR) da parte della Corte Costituzionale, non poteva al momento rientrare nell’applicazione della normativa sulla rigenerazione urbana. Questo processo inizierà presso il Tribunale di Latina a gennaio 2022. Ricordo anche la vicenda relativa all'alienazione della Ex Villa Adrover, altro pregiato lotto sul lungomare di Terracina, ancora tutta da verificare ma sulla quale riscontriamo una non spiegabile volontà da parte dell'amministrazione di non fornire i relativi atti al nostro Circolo, il quale è dovuto ricorrere al Difensore Civico Regionale per far valere i propri diritti. In generale sono molteplici i progetti di lottizzazione sul territorio che superando le iniziali prescrizioni dei PRG e dei PPE e non tenendo conto degli indici di consumo di suolo, già elevatissimi, stanno distruggendo l’impronta urbanistica della città e di un territorio da decenni martoriato dalla speculazione edilizia, come la nuova lottizzazione “monstre” della Ex fabbrica Corafa proprio all’ingresso di Terracina che, avvalendosi delle norme e dei regolamenti favorevoli al privato sulla rigenerazione urbana con migliaia di metri quadrati di verde pubblico e parcheggi alienati al privato (“monetizzati”), ne ha stravolto il paesaggio urbano. Anche l’edilizia rappresenta un settore molto utile per il riciclaggio di capitali illeciti e per questa ragione dovrebbe essere opportunamente attenzionata, soprattutto quando sono numerosi i permessi a costruire per grandi e costosi complessi immobiliari. Il nostro Circolo è stato sempre molto attivo nella vigilanza e nella tutela e protezione del territorio e proprio a seguito di una segnalazione è stato sequestrato uno stabilimento balneare dal quale è scaturito il sequestro del cantiere di rigenerazione sul lotto della ex colonia estiva Proinfantia, una variante urbanistica adottata dal Comune di Terracina proprio durante le festività natalizie del 2020, per mezzo della quale sono stati ceduti alla nuova proprietà della ex "Pro-Infantia" aree destinate al verde e parcheggi per quasi 3000 mq per consentire la realizzazione del nuovo faraonico progetto, che avrebbe distrutto una delle poche aree verdi rimaste e distrutto un patrimonio edilizio da sempre ad uso sociale, cambiando per sempre il paesaggio costiero. Segnalazione evidenziata anche da un comunicato ufficiale della Guardia Costiera di Terracina che mi è costato un durissimo attacco subito durante un Consiglio Comunale straordinario dedicato alla Pro Infantia trasmesso in streaming, seguito da un'incredibile querela nei miei confronti con l'accusa di essermi lamentata sui social per via delle minacce subite e di esposizione della mia persona di fronte a quel vile attacco. Querela archiviata dal PM per manifesta infondatezza, alla cui archiviazione il querelante, che risulta tra i rinviati a giudizio per rivelazione di segreto d’ufficio proprio per il processo Pro Infantia la cui prima udienza è fissata per l’11 gennaio 2022, si è opposto.

Anche sul fronte demaniale abbiamo assistito a diversi sequestri per mancato rispetto delle regole per aree portuali, per le zone balneari, e da tempo esiste una illegalità diffusa che solo recentemente è venuta fuori con una poderosa indagine iniziata a partire dal 2019, grazie all’impegno della Capitaneria di Porto - Guardia Costiera di Terracina allora guidata dalla Comandante T.V. Emilia Denaro, recentemente insignita del Premio Nazionale Legambiente “Ambiente e Legalità” 2021 per i meriti accumulati proprio a seguito delle importanti indagini condotte. Le indagini sono partite, anche con il supporto del nostro Circolo il quale aveva predisposto numerosi accessi agli atti e avviato al suo interno un'attività di analisi sugli atti di proroga fino al 2033 delle concessioni demaniali e sule numerose licenze suppletive e autorizzazioni di destagionalizzazione nonostante la procedura di infrazione avviata dall’Europa contro l’Italia, il tutto in assenza del Piano Utilizzazione Arenili - PUA, ancora datato 2003, non ancora uniformato e adeguato alla vigente legislazione regionale. Il 7 luglio 2020 erano stati apposti i sigilli ad uno storico lunapark posto su area demaniale di circa 4000 mq poi risultato privo di autorizzazioni (sequestro convalidato dal GIP in data 17 luglio e confermato dal Tribunale del Riesame in data 17 agosto) che ha visto, come si apprende dalla stampa, anche una minaccia a pubblico ufficiale da parte dei titolari con ritrovamento di armi e per il quale è in corso una indagine. Ricordiamo che il 23 dicembre 2020 sono stati apposti i sigilli allo stabilimento balneare "La Vela" per lottizzazione abusiva e assenza di autorizzazione paesaggistica, (convalidato dal GIP in data 8 gennaio e confermato dal Tribunale del Riesame in data 8 febbraio), il 31 dicembre 2020 sono stati apposti i sigilli al cantiere dove era in corso la demolizione di un antico e storico palazzo ”Ex Proinfantia” sul pregiato lungomare per permettere la costruzione di due fabbricati di 5 piani (convalidato dal GIP in data 8 gennaio e confermato dal Tribunale del Riesame 8 febbraio), il 16 marzo 2021 sono stati apposti sigilli anche allo stabilimento balneare "Piccola Oasi", in viale Circe, (convalidato dal GIP il 23 marzo 2021 ma poi dissequestrato dal Riesame a Luglio). Il 24 marzo 2021 apprendiamo dalla stampa nazionale di corpose indagini al Comune di Terracina sulla gestione del demanio. Gli indagati sono politici, amministratori, dirigenti, funzionari, del Comune di Terracina e tecnici e imprenditori dove si ipotizza un sistema strutturato di malaffare con ipotesi di reati che includono non solo abusivismo ma anche falso in atto pubblico, corruzione, traffico di influenze illecite e abuso d’ufficio. Il 25 marzo 2021 la dirompente notizia, che scuote l’intera città visto che tra gli indagati figurano ex assessori con ruoli politici ed istituzionali, viene ripresa da un'interrogazione al Senato da parte di alcuni senatori presenti nella Commissione Antimafia, tra cui il senatore Elio Lannutti (Gruppo Misto) come primo firmatario, rivolta al Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, al Ministro della Giustizia Marta Cartabia e al Ministro Affari Regionali Mariastella Gelmini. Di fatto è la prima volta in cui si ipotizza anche a Terracina, almeno a livello di ipotesi investigativa, un modello che vede il coinvolgimento di imprenditori, con rapporti collusivi-corruttivi finalizzati ad agevolare il rilascio di concessioni ovvero per ottenere l’aggiudicazione di appalti nei servizi pubblici.

Durante le fasi calde delle indagini, quindi nell’ultimo anno e mezzo circa, sono anche aumentate esponenzialmente le minacce più o meno velate, le intimidazioni, le ritorsioni, le aggressioni verbali o scritte e le querele-bavaglio, o i messaggi anonimi a chi, come il Circolo di Legambiente Terracina, si è maggiormente distinto nel supporto alle indagini, mentre riscontriamo anche una vera e propria occupazione dei canali informativi locali che nei fatti offrono poco spazio per voci libere e non allineate.

Per questi episodi come Tempi Moderni non solo rinnoviamo la nostra solidarietà e vicinanza ma rafforziamo la collaborazione. A proposito di giustizia e legalità, Tempi Moderni si occupa molto di intermediazione illecita ("caporalato"), sfruttamento soprattutto della manodopera immigrata e di tratta. Come stanno secondo lei le cose a Terracina?


"Nelle campagne di Terracina sono molteplici i casi di caporalato e di riduzione in schiavitù, come ben ci informa sempre Marco Omizzolo nei suoi reportage, articoli e libri. Solo per ricordarne qualcuno, nel marzo 2020 un bracciante agricolo indiano è stato malmenato con lesioni riscontrate dall’ospedale locale su varie parti del corpo dal titolare di un’impresa agricola di Terracina e proprio lo scorso 7 giugno 2021 è iniziato il processo a Latina, mentre ad aprile 2021 viene sgominata a Terracina e a Venezia un’associazione a delinquere con l’esecuzione da parte dei Carabinieri dei NAS e Ispettorato del Lavoro di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Latina nei confronti di 7 persone indagate “per associazione per delinquere dedita allo sfruttamento di manodopera extracomunitaria in agricoltura, a estorsioni e all’impiego illecito di fitofarmaci non autorizzati nelle coltivazioni in serra” a seguito della denuncia di un operaio che lavorava in un’azienda agricola per la produzione di ortaggi destinati al mercato locale nazionale ed estero con 5 siti produttivi, tra San Felice, Terracina e Sabaudia.

Inoltre voglio ricordare che, anche grazie agli esposti in procura del nostro Circolo in merito ai roghi potenzialmente tossici, negli ultimi anni abbiamo avuto sul territorio di Terracina anche numerosi sequestri per impianti non autorizzati di smaltimento dei rifiuti, con il sequestro di aree di decine di migliaia di metri quadrati destinate allo smaltimento illecito di rifiuti plastici con accatastamento di grosse quantità di balle di plastica e il sequestro di numerose aree di stoccaggio per smaltire anche rifiuti speciali e quindi pericolosi per la salute e l’ambiente o anche alcune discariche abusive di rifiuti urbani speciali non pericolosi provenienti da arredi domestici come calcinacci, lastre catramose, materiali ferrosi provenienti da officine meccaniche e autocarrozzerie – in particolare ricambi di moto, di motocicli di scooter – nonché rifiuti speciali pericolosi quali lastre di eternit, oli esausti e batterie di auto. Lo smaltimento illegale dei rifiuti rappresenta sicuramente una delle aree più appetibili per le ecomafie. Ed è per questo che, di nuovo grazie all’impegno della Capitaneria di Porto - Guardia Costiera di Terracina e dei Carabinieri Forestali del Comando Provinciale e della locale Stazione, sono state intensificate le attività investigative con importanti iniziative di verifica della presenza sul territorio di grandi quantità di rifiuti non correttamente trattati con sequestro di impianti di stoccaggio e trattamento di rifiuti soprattutto di tipo plastico in prossimità di canali e fiumi. Particolarmente importante è stata infatti l’attuazione anche a Terracina dell’operazione globale ambientale denominata “30 days at sea 3.0”, pianificata a livello internazionale dall’INTERPOL, che ha visto la partecipazione di 67 Paesi in tutto il mondo”.

E su mafia e corruzione?


“Su questo versante vogliamo citare le indagini per voto di scambio politico-mafioso e corruzione elettorale che lambiscono Terracina, sia nel processo denominato Scheggia, attualmente in corso, che vede coinvolta una candidata al Consiglio Comunale a Terracina per le elezioni amministrative del 2016, che evidenziano i rapporti della politica con il potentissimo clan di Latina, soprattutto i Di Silvio e le relazioni con altri clan presenti a Terracina, attraverso alcune figure che risultavano perfino candidati alle elezioni amministrative del 2016, almeno così come viene riportato da pentiti e da coraggiosi testimoni, per i cosiddetti servizi elettorali come attacchinaggio e compravendita di voti, ma anche per servizi di buttafuori da eventi elettorali. Lambiscono Terracina anche la grande operazione della Squadra Mobile di Latina, insieme al Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, sotto la direzione ed il coordinamento della Direzione distrettuale Antimafia di Roma, denominata Reset così come i procedimenti a carico dell’ex deputato di Fratelli d’Italia Pasquale Maietta, oggi imputato in diversi processi Olimpia (2016) e Albapontina (2018), Arpalo (2018) per reati ipotizzati come l’associazione per delinquere finalizzata a commettere reati tributari, societari, di bancarotta, riciclaggio, trasferimento fraudolento di beni e corruzione. Recentemente lo stesso imputato, apprendiamo dalla stampa, è oggetto di un'indagine della DDA di Roma per un'ipotesi di reato gravissimo come quello di violenza o minaccia ad un corpo politico e amministrativo per fatti accaduti nel maggio 2015 a Terracina quando, in occasione della caduta dell’allora Sindaco e dellaGiunta, sono state riportate anche minacce a consiglieri, così come anche riportato da un servizio di RAI 3- REPORT dello scorso 9 dicembre 2020. Durante le successive elezioni del 2016, Terracina sembra essere stata poi oggetto di molte attenzioni da parte dei clan e di famiglie mafiose, i quali venivano ingaggiati per servizi elettorali e presunta compravendita di voti, così come viene riportato pubblicamente nei verbali di alcuni collaboratori di giustizia, ex affiliati del clan Di Silvio. Attendiamo quindi che le indagini facciano il loro corso ma sicuramente la situazione di Terracina presenta numerose opacità, senza dimenticare l’indagine ancora aperta sulla morte sospetta di Matteo Lombardi, 33enne di Terracina trovato senza vita il 4 dicembre 2018 nella sede di una comunità di recupero a Feltre, in provincia di Belluno, coinvolto nel processo Alba Pontina e menzionato dai collaboratori di giustizia come referente a Terracina per i servizi elettorali dei clan durante la campagna elettorale terracinese del 2016. Ricordiamo a tal proposito la storica sentenza del processo d’Appello per Alba Pontina del 14 luglio 2021, poi confermata in Cassazione, dove viene ribadita l’associazione per delinquere di stampo mafioso con l’applicazione dell’art. 416 bis al clan Di Silvio di Latina, di fatto il clan più potente in Provincia e grande minaccia per la vita sociale, economica e politica della nostra provincia. Terracina è poi anche coinvolta nella recente indagine della DDA di Roma per ipotesi di reato di voto di scambio politico-mafioso che vede coinvolto un conosciuto imprenditore nel settore dei rifiuti evidenziandone i rapporti con la Lega di Noi con Salvini ed alcuni esponenti di primaria importanza, deputati e eurodeputati pontini”.

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