Conversazione con Massimiliano Valeriani, Assessore al Ciclo dei Rifiuti, Urbanistica, Politiche per la Casa della Regione Lazio

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22 aprile 2021
Qual è la politica attuata dalla Giunta regionale su economia circolare e ciclo dei rifiuti?

La Regione ha approvato il nuovo Piano Rifiuti del Lazio, che punta sullo sviluppo dell'economia circolare, il riequilibrio territoriale del fabbisogno impiantistico in ogni ambito territoriale ottimale, l’introduzione della tariffa puntuale e la crescita della raccolta differenziata al 70% entro il 2025, insieme alla tutela della legalità e agli investimenti regionali per aiutare Comuni e aziende pubbliche nella realizzazione di impianti per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti. Sono questi gli obiettivi principali del nuovo strumento di pianificazione con cui viene definito il sistema dei rifiuti del Lazio nei prossimi 6 anni.

La Regione, infatti, mira a superare l’approccio dell’economia lineare, in cui la produzione genera rifiuti che vanno trattati e smaltiti, per passare invece ad un’economia circolare che punta alla riduzione dei rifiuti e al recupero di materie che possono essere riciclate e riutilizzate. Con il Piano rifiuti vogliamo raggiungere il 70% di raccolta differenziata e nei prossimi mesi verranno investite notevoli risorse per sostenere i Comuni nell'applicazione della Tariffa puntuale, nella creazione di isole ecologiche e di centri di compostaggio. Saranno promosse agevolazioni per imprese ed enti locali, che riducono la produzione di rifiuti, verrà favorita la realizzazione di centri per il riuso, oltre ad una serie di misure e di iniziative per tutte le tipologie di rifiuti. Ma soprattutto mettiamo a disposizione dei Comuni e delle aziende pubbliche circa 80 milioni di euro per la realizzazione di impianti per il trattamento e lo smaltimento di rifiuti, con l’obiettivo di rendere autonomo ogni Ambito territoriale secondo i principi di prossimità e autosufficienza.

A che punto è l’attuazione della legge sulla rigenerazione urbana?

La legge regionale sulla rigenerazione urbana sta registrando grande partecipazione da parte di molte amministrazioni locali, che stanno utilizzando questo strumento normativo per riqualificare aree degradate e migliorare il tessuto urbano delle proprie città. Sono oltre 80 i Comuni del Lazio che hanno già recepito la legge sulla rigenerazione urbana, ma per sostenere questi enti nelle procedure tecniche e amministrative abbiamo promosso l’istituzione dell’Ufficio speciale per la rigenerazione urbana all’interno della Direzione regionale Urbanistica e sottoscritto un protocollo di intesa con l’ordine degli architetti per favorire le trasformazioni del territorio e il risanamento di complessi fatiscenti attraverso il contenimento del consumo di suolo e il monitoraggio delle “aree della rigenerazione”. Le finalità della legge regionale, infatti, indicano come gli interventi di riqualificazione debbano spingersi oltre le mere questioni “edilizie”, prevedendo non solo la valorizzazione fisica delle città o parti di esse, bensì un’analisi del tessuto economico e produttivo che getti le basi per affrontare, con azioni e progetti multidisciplinari, i problemi del contesto sociale: con un approccio basato sulla sostenibilità, l’inclusione sociale e l’innovazione.

Ci può descrivere il progetto Lazio Green?

Il progetto Lazio Green prevede una serie di misure e di azioni per proseguire nel percorso di sostenibilità ambientale e di contrasto all’impiego della plastica monouso già avviato da questa Amministrazione con il piano Lazio Plastic Free. L’ecosostenibilità deve rappresentare un principio fondamentale negli interventi delle istituzioni e nelle scelte quotidiane delle persone: è ormai consapevolezza diffusa che non c’è sviluppo senza la tutela delle risorse naturali, non c’è benessere senza il rispetto dell’ambiente.

Tra le misure di Lazio Green, lo sviluppo degli ‘acquisti verdi’ per limitare il consumo di plastica monouso, l’impiego sperimentale di ‘asfalto green’ derivante da materiali riciclati per il rifacimento del manto stradale, un progetto di distribuzione di paline per la ricarica delle auto elettriche, il piano per la pulizia del nostro litorale, raccogliendo ogni anno almeno 60 tonnellate di plastica in mare, l’accordo con i principali operatori della grande distribuzione organizzata per la riduzione degli imballaggi, il bando ‘Spiagge Plastic Free’ per dotare tutti i Comuni costieri di raccoglitori di rifiuti di plastica e di sigarette negli arenili pubblici, una campagna di sensibilizzazione e un programma di animazione scolastica sui temi dell’ambiente, investendo risorse per eventi, materiali didattici e altre opportunità sui temi della sostenibilità ambientale e del ciclo dei rifiuti urbani”.

Il Recovery Plan sarà un’opportunità per una vera riconversione industriale?

Il Recovery rappresenta un’occasione straordinaria, che non possiamo lasciarci sfuggire. Nel frattempo abbiamo presentato il Piano quadriennale degli interventi, che Ater Roma realizzerà per l’efficientamento energetico e la riduzione del rischio sismico del proprio patrimonio di edilizia residenziale pubblica, utilizzando le agevolazioni fiscali al 110% previste dal superbonus finanziato dallo Stato con il cosiddetto Decreto Rilancio. Interventi analoghi che saranno poi estesi anche a tutte le Ater del Lazio.

Si tratta di un’altra preziosa opportunità che vogliamo cogliere: Ater Roma è la seconda più grande azienda europea di edilizia residenziale pubblica con un patrimonio di 48mila alloggi e 3.600 locali commerciali per una popolazione interessata di circa 150mila residenti. Il Piano Ater 110% riguarderà circa 12mila alloggi, pari a un quarto degli immobili totali.

Da alcuni studi sugli effetti della riqualificazione energetica si stima che l’impatto dei lavori sugli edifici Ater, oltre ad un risparmio annuo di circa 2,5 milioni di euro di spese di gestione, porterà sul fronte energetico anche a una riduzione annuale di circa 15 milioni di Kw/h consumate e la conseguente diminuzione di circa 3,5 milioni di kg di CO2 emessi. Infine si calcola anche un incremento del 30% del valore dell’immobile.

La prima fase del Piano Ater 110% è costituita dall’appalto - suddiviso in 6 lotti per l’intero patrimonio edilizio in tutti i quadranti della città - per l’affidamento delle progettazioni dei futuri interventi. Questi riguardano, tra l’altro, la progettazione di cappotti termici, di impianti fotovoltaici, la sostituzione di infissi, l'eventuale demolizione-ricostruzione dell’edificio, l’adeguamento e il miglioramento antisismico. L’investimento previsto per la fase di progettazione è di 39,7 milioni di euro. Invitalia ha già pubblicato la gara d’appalto, mentre l’avvio dei lavori è previsto entro gennaio 2022 con un valore complessivo degli interventi stimato in oltre 300 milioni di euro. Dobbiamo sfruttare tutte queste importanti occasioni per migliorare la nostra regione.