Inaccettabile il ritorno in carcere in Iran di Fariba Adelkhah. Appello per il suo rilascio immediato.

13 gennaio 2022

Tempi Moderni riprende, sottoscrive e diffonde il comunicato del Comitato di sostegno di Fariba Adelkhah che denuncia il ritorno in carcere in Iran della ricercatrice indipendente. Restiamo sgomenti e preoccupati per l'azione di un regime che continua a imprigionare voci critiche, libere e dissenzienti. Per questa ragione riportiamo per intero il comunicato e invitiamo tutti a diffondere.

"Siamo venuti a conoscenza con sgomento e indignazione del ritorno in carcere nella prigione di Evin di Fariba Adelkhah, direttrice di ricerca al CERI Sciences Po, vincitrice del Premio Irène Joliot Curie per la donna scienziato dell'anno 2020, arrestata a Teheran il 5 giugno 2019, condannata a cinque anni di prigione sulla base di accuse infondate, senza alcun processo degno di questo nome, e trasferita agli arresti domiciliari dall'ottobre 2020.

Il governo iraniano si sta servendo cinicamente della nostra collega per obiettivi di politica estera o interna che non sono chiari, ma che non hanno nulla a che fare con le sue attività. Fariba Adelkhah è una studiosa rigorosa e indipendente, e da oltre due anni e mezzo è una prigioniera scientifica.


Mentre la pandemia da Covid prosegue a pieno ritmo, il governo iraniano mette deliberatamente in pericolo la salute di Fariba Adelkhah e persino la sua vita - la morte in carcere del poeta e regista Baktash Abtin sabato scorso ha dimostrato la sua incapacità o mancanza di volontà di garantire la sicurezza dei suoi prigionieri.

Chiediamo alle autorità francesi, ai rappresentanti della Repubblica francese, ai governi e ai rappresentanti degli altri paesi d'Europa di mobilitarsi per ottenere il rilascio immediato e incondizionato dei loro cittadini arbitrariamente detenuti dall'Iran.


Comitato di sostegno di Fariba Adelkhah

Nous apprenons avec stupeur et indignation la réincarcération dans la prison d'Evin de Fariba Adelkhah, directrice de recherche au CERI Sciences Po, prix Irène Joliot Curie de la Femme scientifique de l'année 2020, arrêtée à Téhéran le 5 juin 2019, condamnée à cinq années de prison sur la base d'accusations fallacieuses et en dehors de tout procès digne de ce nom, et assignée à résidence à son domicile depuis octobre 2020.

Le gouvernement iranien utilise cyniquement notre collègue selon des fins extérieures ou intérieures qui demeurent opaques, mais ne concernent en rien ses activités. Fariba Adelkhah est une chercheuse rigoureuse et indépendante, et elle est donc prisonnière scientifique depuis plus de deux ans et demi.

Alors que la pandémie de Covid continue de battre son plein le gouvernement iranien met délibérément en danger la santé et même la vie de Fariba Adelkhah - la mort en détention du poète et réalisateur Baktash Abtin, samedi dernier, ayant démontré son incapacité ou son mauvais vouloir à garantir la sécurité de ses détenus.

Nous appelons les autorités françaises, les élus de la République française, et au-delà les gouvernements et les élus européens à se mobiliser pour obtenir la libération immédiate et inconditionnelle de leurs ressortissants arbitrairement mis en détention par l'Iran.


Le comité de soutien de Fariba Adelkhah
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It is with great shock and indignation that we have been informed that Fariba Adelkhah, research director at CERI Sciences Po and winner of the Irène Joliot Curie Woman Scientist of the Year Award in 2020, has been re-imprisoned in the prison of Evin. She was arrested in Tehran on 5 June 2019, sentenced to five years’ imprisonment on trumped-up charges and without any proper trial, and has been under house arrest since October 2020.

The Iranian government is cynically using our colleague for external or internal purposes that remain opaque, and that have nothing to do with her activities. Fariba Adelkhah is a rigorous and independent researcher, and has consequently been a scientific prisoner for over two and a half years.

As the Covid pandemic continues in full swing, the Iranian government is deliberately endangering Fariba Adelkhah’s health and even her life. The death in custody of poet and filmmaker Baktash Abtin last Saturday is evidence of the government's inability or unwillingness to guarantee the safety of its detainees.

We call on the French authorities, the elected representatives of the French Republic, and beyond that the governments and elected representatives of Europe to act to obtain the immediate and unconditional release of their nationals arbitrarily detained by Iran”.

Fariba Adelkhah's support committee

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